martedì 8 marzo 2016

La detronizzazione della Dea

8 marzo: alcune riflessioni sulla misoginia delle religioni patriarcali.



Con l’ascesa delle religioni monoteiste, si assiste a una spaccatura tra maschile e femminile, spirituale e materiale, divino e terreno. Gli uomini acquistano potere a discapito della Grande Madre che aveva dominato fino ad allora in quanto creatrice per natura e, per compensazione, diventano sovrani e conquistatori, cominciando anche a ricoprire ruoli occupati in precedenza dalle donne: sacerdoti, veggenti, poeti e medici. La femminilità non è più vista come una caratteristica naturale, equilibrante, tranquillizzante, ma come uno spauracchio.
Da Israele ad Atene, l’ideologia patriarcale si fonda sull’inferiorità della donna, che ora può essere repressa e disprezzata giacché colpevole del peccato originale, oppure sfruttata come una proprietà, uno strumento di piacere (per Allah). Jahwe è unico artefice della creazione, non è associato ad alcun principio femminile, perché è in grado di infondere la vita con il solo utilizzo della parola. Dio bandisce le sacerdotesse e sarà servito solo da uomini. Già in Esiodo leggiamo che Zeus ha inviato agli uomini la donna come uno “splendido male” o una “trappola”, ma sono certo gli autori della Genesi ad aver ribaltato drasticamente il culto della Grande Madre, trasformando il frutto della Dea dell’Amore in quello mortale di Eva, e il serpente simbolo di terra e di vita dalla preistoria a Creta nell’emblema del demonio. Eva, al pari dell’uomo mal riuscito di Aristotele o di Atena che esce dalla testa di Zeus, è solo una costola del maschio, umiliata sin dalla nascita, rea più di Adamo, che cade nel peccato solo a causa sua. Sant’Agostino stesso dirà che Adamo non sarebbe stato sedotto dal peccato, se non fosse stato per Eva, ma già San Paolo aveva sottolineato le deficienze della donna: “La donna ascolti l’istruzione in silenzio con piena sottomissione. Non permetto alla donna di insegnare e di dettare legge all’uomo, ma se ne stia in silenzio. Non fu Adamo a venire sedotto e a introdurre la trasgressione” (Prima lettera a Timoteo. 2, 11-14). Anche riformatori moderni come Giovanni Calvino (1509-154) hanno ribadito il concetto: “Rientra quindi nell’ordine naturale che la donna sia l’aiutante dell’uomo.” In tempi recenti si è poi cercato di fornire interpretazioni più femministe e meno sessiste appigliandosi ad alcuni passaggi oscuri della Bibbia, ma lo stesso Vangelo vede nel rapporto fra Gesù e la Madre (spogliata del ruolo divino, invece che della verginità) una continua negazione dell’importanza del ruolo femminile (Donna, che ho a che fare io con te?” Gv, 2, 4; “Chi è mia madre?” Mt, 12, 46) e i pregiudizi sono troppi per non confermare l’impronta patriarcale della triade “Padre, Figlio e Spirito Santo.” Allo stesso modo, nel buddismo e nell’induismo, seppur non ascrivibili al monoteismo, la donna è diventata “strumento di passione” che impedisce l’uscita dal Samsara. La celtica Ceridwen, detentrice del paiolo dell’abbondanza, si è tramutata per i conquistatori cristiani nella strega nera che rimescola nel calderone tutti i suoi spaventosi elementi. Il Grande Femminino è ora oscuro e malvagio.
Qualcosa di diverso succede per i popoli germanici che non sono ancora stati raggiunti da questa Nuova Religione. Norne e Valchirie hanno in mano il destino, le donne combattono in battaglia accanto agli uomini e sono ancora viste come ‘guaritrici.’ La Chiesa però finì col bandire le sagge quali streghe, e persino la Grande Madre Universale Berta dovette soccombere alla cristianizzazione, diventando vecchia, brutta e cattiva. Le successive cacce sono state poi solo il metodo utilizzato da questo sistema per rimuovere il problema delle ‘guaritrici’ che spaventavano anche per il loro dispensare metodi contraccettivi, mentre alla società facevano comodo più servi della gleba possibili... e avere più servi ignoranti e sottomessi possibili è tutt'oggi, ahimè, il motivo per cui i sistemi religiosi e politici ancora trasmettono concetti ridicoli su inferiorità e diseguaglianza.

Buon 8 marzo!

Consigli di lettura: Franz Baumer, "La Grande Madre - Scenari da un mondo mitico", (ECIG).

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