sabato 30 aprile 2016

I fuochi di Beltaine

Si accendono i falò di purificazione per accogliere la stagione calda!


Care consorelle e confratelli,
perché in questa giornata parliamo di falò? Ma perché è la festa del fuoco ("Beltane" e "Beltaine" derivano dal gaelico irlandese "Bealtaine, "maggio", e "beletene", "fuoco luminoso"), il falò benefico che i druidi accendevano nella notte fra il 30 di aprile e il 1° maggio. Si festeggia l'inizio della stagione calda, ci si apre sulla luce, sulla vita, e di conseguenza si tratterà di una festa di gioia fatta di canti, balli e banchetti succulenti. Chiamata nella tradizione germanica "Walpurgisnacht" (notte di Valpurga), è stata condannata in passato dalla Chiesa come notte dedicata al culto del Diavolo, un po' come tutte le antiche feste pagane a cui il calendario cristiano ha sovrapposto nuove celebrazioni. Questo spiega le numerose tradizioni popolari che vedono in questa data (nel nostro paese viene spesso chiamata 'calendimaggio', inizio di maggio) il momento propizio per compiere rituali di esorcismo (purificazioni con il fuoco, benedizioni, etc.), per quanto originariamente si sia come al solito trattato solo di una festa di letizia legata al ruotare delle stagioni. La badessa inglese Santa Valpurga (710-778), sepolta presso il monastero Heidenheim il 1° maggio dell'870 o 871, ha così ereditato le funzioni che sono state un tempo della Grande Madre, dando anche il suo nome alla festa legata al Grande Sabba dell'Estate.
Destino simile dunque a quello delle celebrazioni per il solstizio d'inverno, periodo intorno a cui ruota il mio ultimo ebook in uscita quest'oggi, dov'è centrale pure il tema delle origini delle festività religiose. Vi lascio la presentazione, e che la Dea vi benedica

Le donne ne sanno una più del Diavolo. Figurarsi le streghe…


Selene viene licenziata da una cooperativa di assistenza domiciliare, quando, tramite un annuncio, entra in contatto con una ricca disabile: una bizzarra bambola gotica sessantenne costretta su una sedia a rotelle a causa di un misterioso incidente. La signora Lilly è simpatica, la paga ottima, e Selene non ci pensa due volte a firmare quello strampalato contratto, nonostante i sei figli gemelli della donna, con cui dovrà convivere, la mettano in soggezione…

Nergal non è bruno come i gemelli. Ha un occhio nero come loro, e uno d’oro come la madre. Suo padre è il Diavolo e ha in programma la genesi di colui che distruggerà il mondo. La prescelta è Selene, che si concederà a uno dei fratelli in lotta fra loro. Ma Nergal è in conflitto con la natura umana ereditata dalla madre. Per questa sua diversità, una frangia demoniaca l’ha scelto quale spia del disegno del padre: si sospetta che la prescelta sia una figlia della Dea, della Femmina Innominabile, e un’unione con lei darebbe vita alla bambina che riporterà l’equilibrio fra luce e tenebre. La missione gli fa perdere terreno nei confronti dei fratelli; lo studio delle parole della Femmina Innominabile, nel tentativo di far emergere la strega in Selene, lo contamina. La Dea dell’amore e dei desideri salverebbe la progenie del Demonio, se si arrendesse a un potere più grande di lui?

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