lunedì 18 luglio 2016

L'Arte della Lana

Nuovo approfondimento per L'Alchimista Innominato...


Il Palazzo dell'Arte della Lana a Firenze

L’Arte della Lana è una delle sette Arti Maggiori delle corporazioni di arti e mestieri della Firenze medievale, nonché quella che conta il maggior numero di lavoratori (un terzo della popolazione). All’Arte appartengono sia mercanti sia imprenditori: la materia prima viene difatti smistata tra varie categorie artigianali, prima di arrivare al prodotto venduto nelle botteghe.
Innanzitutto, i lanaioli comprano la lana grezza sulle piazze estere europee o dell’Africa nord occidentale; questa materia grezza è poi sottoposta a un processo di trasformazione suddiviso in più di venti fasi. La prima operazione è la smistatura del vello. La più raffinata è quella delle botteghe di Via del Garbo (oggi Via della Condotta), oppure vicino all’Oratorio dei Buonomini di San Martino. La fase successiva è il lavaggio lungo l’Arno o il Mugnone. Dopo l’asciugatura, la lana torna in bottega e il lanaiolo la spedisce agli artigiani addetti alla sgrassatura. A questo punto, la lana viene consegnata agli scardassieri (o cardatori), che sfilacciano i fiocchi in fili di varie lunghezze, e nel caso anche ai pettinatori, per rendere le fibre più lisce e omogenee.
La filatura, in seguito, è in genere compito delle donne, che lavorano in casa, talvolta reclutate nelle campagne; le operazioni del processo sono due, eseguite in contemporanea: la torsione e la stiratura del filo, avvolto a spirale e messo in tensione con fusi e rocche. Il fuso è un bastoncino di ferro o legno con uno slargo centrale su cui si avvolgono le fibre con un movimento rotatorio, torcendo e distendendo i fili; la rocca invece serve a tenere le fibre da filare, ed è un bastone che va tenuto fra braccio e fianco della filatrice.
Per la consegna e il ritiro del filato ci sono gli stamaioli, che lo passano ai tessitori, in genere in coppia al telaio; qui si intrecciano i filati più lunghi (ordito) con quelli più corti (trama) tramite una spola, L’intreccio più usato è la tela (orditi pari separati dai dispari per mezzo di un filo di trama).
I tessuti sono a questo punto riconsegnati al lanaiolo, che li deve rivedere per eliminare nodi e impurità; le pezze vengono lavate e asciugate per passare alla gualchiera (stabilimenti sull’Arno che sfruttano l’energia dell’acqua per battere e pressare). Da qui le pezze passano al tiratoio, per essere stese.
L'ultimo passaggio prima della vendita è la tintura, con colori di origine vegetale o animale, ma quello che non può mancare è il marchio con la dicitura "Firenze", una specie di garanzia di qualità.

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