giovedì 20 ottobre 2016

La festa di Pan

E Pan, l'eterno che su l'erme alture a quell'ora e ne i pian solingo va...



Care consorelle e confratelli,
per il calendario pagano, il giorno di oggi è dedicato al celeberrimo dio Pan.
Protettore della campagna, dei cacciatori e dei pastori, secondo la leggenda è figlio di Ermes e di una ninfa e nacque già barbuto, con le corna, il naso schiacciato, la coda, e le cosce e le zampe di caprone. La madre stessa, alla sua nascita, si spaventò, e non volle tenerlo con sé.
Il bambino venne quindi affidato a un'altra ninfa dell'Arcadia, ma anche questa madre adottiva non ebbe il coraggio di nutrirlo e lo abbandonò a sua volta.
Fu infine Ermes, impietosito, a raccoglierlo e ad avvolgerlo in pelli di animale per portarlo con sé sull'Olimpo.
Divenuto adulto, Pan cominciò a vivere nei boschi e sui monti. Allegro e giocoso, si divertiva a spaventare i viandanti.
Innamoratosi della ninfa Siringa, una volta che questa fu trasformata in canna, Pan costruì in suo onore il flauto pastorale che ancora oggi porta il suo nome.
Fra i templi più noti dedicati al dio Pan c'è quello sul monte Liceo in Arcadia.
I romani lo identificarono con Fauno.
Vi lascio alcuni versi famosi...

"E già pan furioso con la sanna
spezzò l'amata canna: ond'or piangendo
se stesso riprendendo, Amor losinga;
che de la sua Siringa si ricorda."

(Sannazaro, Arcadia, X, 123-126)

"E Pan, l'eterno che su l'erme alture
A quell'ora e ne i pian solingo va
Il dissidio, o mortal, de le tue cure
Ne la diva armonia sommergerà."

(Carducci, Rime Nuove, "Davanti San Guido", 61-64)

"Pan Dio, d'Arcadia, se siringa ancora
Ti piace, ed arde, come allor solea
Che te fuggendo canna si facea,
E tu piangendo la chiamavi ognora"

(Bandello, Il Canzoniere, "Pasceva Delio", 5-8)

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