giovedì 19 ottobre 2017

La calcantite

Un fiore blu per realizzare tutti i desideri.


Care consorelle e confratelli,
la calcantite è un solfato idrato di rame di colore azzurro cupo e deriva il suo nome dal greco “χαλκός” (“rame”) e “ᾶνθος” (“fiore”), perché i suoi cristalli a forma di tavolette o prismi nell’insieme ricordano un bocciolo. Raramente si presenta in cristalli, perché perlopiù appare in piccole masse compatte, stalattitiche. Scoperta nel 1853 dal mineralogista tedesco Wolfgang Xavier Franz Baron von Kobell, si trova in Germania, Cile, Slovacchia e Spagna, mentre da noi è presente in Val d'Aosta, in provincia di Genova e sul Monte Argentario, in Toscana. Prodotta dall’ossidazione dei solfuri di rame, è stata osservata presso fumarole vulcaniche e nelle gallerie delle miniere.
La calcantite è solubile in acqua e ha un sapore sgradevole, adatto a scongiurare l’ingerimento (è velenosa), mentre all’aria si altera formando sulla superficie aggregati bianco-verdastri, difatti va conservata in contenitori ben chiusi.
Con una soluzione di solfato di rame satura, è fra l’altro possibile ottenerne una versione artificiale.
In cristalloterapia, la calcantite aiuta a fare le scelte giuste per arrivare alla realizzazione dei propri desideri, mentre sul piano fisico è usata per la cura di artriti e disordini del sistema riproduttivo.
Che la Dea vi benedica

NO ALLE CURE ALTERNATIVE PER I DISTURBI GRAVI

Immagine: Didier Descouens, Wikimedia Commons

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