Visualizzazione post con etichetta piaghe. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta piaghe. Mostra tutti i post

martedì 18 luglio 2017

La carlina

Il toccasana di Carlo Magno.


Care consorelle e confratelli,
questa piantina che cresce molto aderente al terreno presenta una grossa radice, spine e foglie dure. Il grosso capolino sfuma nell'argento e le squame si allargano con il tempo secco, mentre si allungano con l'umidità. Comune in montagna, anche sotto il nome di 'cardo per eccellenza', è un simbolo dei luoghi petrosi insieme alla stella alpina.
I capolini si raccolgono in estate, ma non nelle zone protette, ovviamente. Privati dei fiori, sono tanto carnosi che possono essere mangiati anche crudi o preparati come i carciofi.
La carlina contiene potassio, calcio e magnesio, e già nell'antichità era nota per le sue proprietà, difatti deriva il suo nome da una leggenda per cui guarì Carlo Magno da una malattia. L'infuso di radici viene utilizzato come diuretico, lassativo, tonico, vermifugo, antipiretico, per disinfettare le ferite e curare il mal di denti. 
Che la Dea vi benedica

NO ALLE CURE ALTERNATIVE PER I DISTURBI GRAVI

giovedì 9 marzo 2017

Decotto di rovo

Non solo confetture...


Care consorelle e confratelli,
chi non ha mai staccato una gustosissima mora da un rovo? Non tutti però sanno che l'uso del rovo è indicato nella cura delle emorragie, delle piaghe, dell'influenza, del mal di gola, della raucedine e della diarrea. La radice, che è invece espettorante, va raccolta in primavera, mentre le foglie sono astringenti e vanno raccolte fra aprile e maggio. I frutti combattono la stitichezza, aiutano a digerire, leniscono le infiammazioni della bocca e della gola, e si rivelano astringenti e diuretici.
Un decotto con 3 gr di radice bollita in 1 l d'acqua è utile contro il catarro (ne bastano 4-5 tazze al giorno), e per uso esterno se ne possono fare gargarismi contro le infiammazioni della gola.
Una manciata di foglie triturate bollite in 1 litro d'acqua, nella misura di 2-3 tazze al giorno, è nvece ottima contro le mestruazioni irregolari. Per uso esterno, il succo dei frutti in lozione con il latte è un buon tonico/rassodante della pelle, mentre le foglie fresche pestate sono indicate per ulcere e ferite.
Che la Dea vi benedica

NO ALLE CURE ALTERNATIVE PER I DISTURBI GRAVI

martedì 28 febbraio 2017

Infuso di parietaria

Non solo starnuti...


Care consorelle e confratelli,
la parietaria è spesso rammentata a causa del polline che causa febbre da fieno, ma le sue foglie vengono utilizzate anche in cucina, per minestre e frittate, dato che si tratta di un'erba comunissima lungo tutto il nostro paese.
Ha proprietà diuretiche, emollienti, espettoranti e lenitive; cura le affezioni dei bronchi, la colite, la gastrite, nonché piaghe, ragadi e scottature.
Un infuso per uso esterno ha difatti azione cicatrizzante. Basta pestare le foglie e utilizzarle come cataplasma.
Per uso interno, 20 gr di foglie in infusione per 20 minuti in 1 l d'acqua sono utili in riferimento a tutte le proprietà di cui sopra. Se ne possono bere da 3 a 4 tazze al giorno e un po' di menta, arancio o limone ci aiuteranno contro il sapore sgradevole di questa pianta.
Che la Dea vi benedica

NO ALLE CURE ALTERNATIVE PER I DISTURBI GRAVI

venerdì 27 gennaio 2017

Decotto di vincetossico

Impacchi vegetali per ferite e piaghe.


Care consorelle e confratelli,
il vincetossico è una pianta erbacea perenne che si trova nei boschi e nei campi incolti. Fiorisce da maggio a settembre e ha proprietà diuretiche, depurative, sudorifere e antireumatiche. Come dice il nome, dosi elevate possono risultare tossiche, per cui è consigliabile consultare un medico se si intende utilizzarlo per uso interno.
Per uso esterno, tuttavia, se ne può ricavare un decotto vulnerario con circa 3-5% di vegetale e preparare così impacchi per ferite e piaghe.
Che la Dea vi benedica