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domenica 18 giugno 2017

Tisana di ambrosia

Il nettare degli dèi.


Care consorelle e confratelli,
in mitologia, l'ambrosia era considerata il nettare degli dèi e ancora oggi, per il gradevole aroma di cedronella che emana, continua a essere usata sia in erboristeria sia in profumeria.
Oltre all'olio essenziale, contiene pectina, e in fitoterapia è impiegata come calmante, tonico, stimolante dell'afflusso sanguigno nella zona pelvica e per combattere l'aerofagia.
Se ne può preparare una tisana aperitiva, composta con fiori di caprifoglio e balsamite (o balsamina, che ha le stesse proprietà dell'ambrosia). I componenti andranno miscelati in parti uguali e l'acqua in cui li verseremo (il dosaggio può variare da uno a tre cucchiaini a seconda dei gusti) non dovrà essere bollente. Il recipiente andrà coperto per non disperdere i vapori delle piante, che rimarranno a macerare per 30/40 minuti. Dopo aver filtrato accuratamente il composto, si potrà dolcificare a piacere con il miele.
Che la Dea vi benedica

NO ALLE CURE ALTERNATIVE PER I DISTURBI GRAVI

giovedì 25 maggio 2017

Tisana di olmaria

Menta e spirea per una bevanda calmante.


Care consorelle e confratelli,
in erboristeria, dell'olmaria (o spirea olmaria/ulmaria) si usano le sommità fiorite, che hanno proprietà diuretiche, antiinfiammatorie e calmanti. Se ne può pertanto preparare una tisana dal gusto gradevole grazie a un preparato che unisca due parti di olmaria e una di menta.
Un cucchiaino di miscela dovrà rimanere a macerare in una tazza di acqua bollente finché la tisana non si sarà intiepidita. Nel frattempo, il recipiente dovrà restare coperto, in modo che i vapori profumati non si disperdano nell'ambiente.
Che la Dea vi benedica

NO ALLE CURE ALTERNATIVE PER I DISTURBI GRAVI

domenica 9 aprile 2017

Tisana di primula, anice, finocchio e farfara

Un espettorante per la primavera.


Care consorelle e confratelli,
la primula fiorisce nei nostri prati in primavera ed è nota appunto anche col nome di "primavera odorosa." Il suo rizoma, in infuso, ha proprietà espettoranti, mentre le foglie sono antireumatiche e i fiori sono infine calmanti. In riferimento alle proprietà espettoranti, la primula agisce in particolar modo sulle bronchiti croniche degli anziani: allevia la tosse, ma attiva pure la circolazione, grazie a ulteriori proprietà diuretiche.
In questo senso, una buona tisana contro la tosse potrebbe essere quella che vede unita la primula (20 gr di radice e 10 di fiori) all'anice (5 gr di frutti spezzettati), il finocchio (5 gr di frutti spezzettati) e la farfara (15 gr di foglie). Su 2 gr di cucchiai da tè di questo preparato, andranno versati 2,5 dl di acqua bollente, da far riposare per 10 minuti, per poi filtrare e addolcire con il miele (a piacere). Se ne possono bere fino a due tazze al giorno.
Che la Dea vi benedica

NO ALLE CURE ALTERNATIVE PER I DISTURBI GRAVI

sabato 11 marzo 2017

La lattuga selvatica

Per un'insalata calmante.


Care consorelle e confratelli,
la lattuga selvatica (o scariola, da non confondere con la scarola a cespo) è conosciuta perlopiù per l'insalata; tuttavia, a causa dell'eccessiva presenza di lattice, difficilmente la si riesce a mangiare da sola e non mischiata ad altre varietà. Il sapore amarognolo rende poi più gustoso quanto a cui è accompagnata.
La scariola contiene lattucina, mannite, asparagina, acidi e vari enzimi, e nella farmacopea tradizionale il succo che se ne estraeva è stato usato come calmante.
Se la trovate in vigneti,  luoghi incolti, petrosi e poco frequentati, ricordate di non portarne via troppa, tanto dovrà essere solo un ingrediente in più a quelli maggiormente diffusi, così non sarete troppo invasivi nei confronti dell'ambiente.
Che la Dea vi benedica

NO ALLE CURE ALTERNATIVE PER I DISTURBI GRAVI

domenica 5 marzo 2017

Tisana di valeriana

Per conciliare il sonno.


Care consorelle e confratelli,
la valeriana vive nei boschi freschi e umidi e fiorisce da aprile a luglio. Tutti noi ne conosciamo le proprietà calmanti, anti-nevrotiche e sedative, ed è di conseguenza utile anche contro l'emicrania e le palpitazioni.
Per preparare una bevanda atta a conciliare il sonno, potete versare 2 cucchiaini da tè di radice di valeriana spezzettata in 2,5 l d'acqua fredda e lasciar riposare per 10-12 ore (dovete quindi pensarci prima!). Mescolate di tanto in tanto e filtrate. Scaldate il preparato nel momento in cui volete berne una tazza.
Che la Dea vi benedica

NO ALLE CURE ALTERNATIVE PER I DISTURBI GRAVI

giovedì 12 gennaio 2017

Elisir di camomilla

Una bevanda con il calmante più famoso al mondo.


Care consorelle e confratelli,
tutti noi conosciamo gli effetti benefici e calmanti dei 'capolini' della camomilla. Se raccolti da noi, devono essere essiccati all'ombra il prima possibile. L'attività calmante è esplicata dall'azulene, che rende la camomilla anche antinfiammatoria, antidolorifica e antinevralgica. Nota è anche l'attività schiarente sui capelli e per uso esterno è pure antisettica.
Per un elisir di camomilla ci occorreranno 200 gr da macerare in 1 l di alcol a 95° insieme a 10 gr di menta, 10 di angelica, 5 di genziana, 2 di cannella, 2  rizomi di iris e fiori d'arancio. Dopo aver filtrato, aggiungere 500 gr di zucchero sciolto in 800 gr di acqua calda.
Che la Dea vi benedica

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domenica 8 gennaio 2017

Preparati di felce

Da una delle piante più antiche del pianeta...


Care consorelle e confratelli,
la felce (qui ve ne ho parlato da un punto di vista magico) popola il nostro pianeta sin dagli albori della vita e ne esistono tantissime specie. Fra quelle più conosciute in erboristeria, troviamo la felce maschio e la felce dolce.
La felce maschio è la più comune e, sin dall'antica Grecia, veniva prescritta contro i parassiti intestinali (rizoma con miele contro la tenia; con vino e orzo contro gli ascaridi). Non appena si superano le dosi consigliate, però, la felce maschio può risultare tossica e va usata con cautela.
Le foglie sono antiartritiche e se ne può preparare un decotto anche come calmante e vermifugo. Basta metterne un mazzetto in 1 l d'acqua e berne 2-3 tazze al giorno. Se ne possono confezionare anche guanciali ottimi per i reumatismi.
La dolce (che vedete nell'immagine in basso) è nota anche come liquirizia di montagna, grazie al gradevole sapore del suo rizoma che viene succhiato in bastoncini, ed è comune in località fresche. Ha proprietà emollienti, lassative, espettoranti e aperitive. Con 30-50 gr di foglie si può preparare un infuso. Basterà metterle a bollire in 1 l d'acqua per 20 minuti, colare e berne qualche tazzina al giorno.
Che la Dea vi benedica


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venerdì 4 novembre 2016

Infuso e decotto di consolida maggiore

Una piantina multiuso.


Care consorelle e confratelli,
la consolida maggiore è una pianta erbacea perenne abbastanza comune un po' ovunque sul nostro territorio. Fiorisce in primavera/estate e in alcune località è nota per l'uso culinario che si può fare dei suoi germogli, lessati come asparagi.
Le sue radici sono toniche, astringenti, emollienti ed espettoranti, mentre le foglie e i fiori hanno proprietà calmanti, antidolorifiche e cicatrizzanti.
Se ne può preparare un infuso di radici e foglie (30-40 gr) da mettere a bollire per 30 minuti in 1 l d'acqua. In seguito si può colare e filtrare. Per uso esterno, questo infuso risulta antidolorifico e vulnerario, anche in presenza di scottature. Le foglie fresche pestate, infine, se usate in forma di cataplasma sono utili come cicatrizzante.
Per quanto riguarda il decotto, ci occorrerà una manciata di radici fresche da bollire per 20 minuti in 1 l d'acqua. Dopo che il preparato ha riposato per 15 minuti, può essere addolcito con zucchero a piacere.
Che la Dea vi benedica

NO ALLE CURE ALTERNATIVE PER I DISTURBI GRAVI

venerdì 14 ottobre 2016

La belladonna

Una pianta da cui è bene non lasciarsi affascinare...


Care consorelle e confratelli,
la belladonna è un'erba che cresce nei boschi ombrosi, collinari e montani, fiorendo da giugno a settembre. I suoi derivati, quali l'atropina, sono usati in medicina come calmanti e sedativi del sistema neuro-muscolare.
Si tratta di una pianta VELENOSISSIMA e pertanto le streghe moderne è bene che ne conoscano le proprietà senza mettere le mani in qualcosa di pericoloso per operazioni 'fai-da-te.' Le bacche, per esempio, hanno un aspetto molto invitante, ma ne bastano un paio per uccidere un bambino, quindi è molto importante saperle individuare per evitare il peggio. 
Il nome che in botanica precede l'affascinante 'belladonna' è difatti Atropos, ovvero la più anziana delle tre Parche, colei che recideva il filo della vita. Se poi è passata alla storia con il secondo nome è stato perché nel Rinascimento le dame la utilizzavano sotto forma di collirio per dilatare le pupille e donare all'occhio uno splendore fuori dal comune. Era anche uno degli ingredienti preferiti dalle streghe nella preparazione di unguenti dall'effetto stupefacente.
Oggi limitiamoci a osservarla bene per saperla riconoscere... ed evitarla.
Che la Dea vi benedica

NO ALLE CURE ALTERNATIVE PER I DISTURBI GRAVI

lunedì 10 ottobre 2016

La valeriana

Un blando ipnotico per allontanare lo stress.


Care consorelle e confratelli,
se tutti noi conosciamo le piccole pastiglie che aiutano a prendere sonno la notte in maniera molto ma molto blanda, non tutti forse sanno che da questa pianticella nonché dal suo nome deriva pure il ben più potente Valium. La farmacopea vegetale indica dosi per tisane o infusi che portano più o meno agli effetti di una tisana di camomilla e a questo proposito era già utilizzata da Greci e Romani. Durante il Medioevo, divenne poi nota come erba delle streghe, in quanto queste se ne servivano per preparare filtri e pozioni afrodisiache, giocando sull'effetto ipnotico. Ovviamente le streghe moderne ne sconsigliano un uso così disinvolto, ma la leggenda narra che cogliere un rametto di valeriana nella magica notte delle erbe di San Giovanni favorisca l'attività onirica e apra la mente, se in seguito sistemato sulla spalliera del letto. Posizionarne alcune foglioline nella vasca da bagno per massaggiarsi le tempie e la fronte allontana invece lo stress.