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lunedì 18 settembre 2017

Tè e tisana di ginepro

Un tonico aromatico fai-da-te.


Care consorelle e confratelli,
del ginepro già vi ho parlato da un punto di vista magico, e oggi vorrei suggerirvi un'idea per farne una sorta di tè. In farmacopea è difatti conosciuto come tonico, balsamico e antireumatico, dunque possiamo magicamente trasformare il dilettevole in utile.
Ci occorreranno una tazza d'acqua, un cucchiaio di bacche di ginepro e zucchero a piacere. Le bacche vanno pestate e messe in infusione nell'acqua bollente per cinque minuti, a macerare. Dopo aver filtrato, si potrà zuccherare a piacere.
Il preparato può essere unito anche al tè nero o grigio, per aumentarne il gusto.
Se invece vogliamo una tisana vera e propria, saranno più utili le cimette tenere, più zucchero di canna. Le cimette vanno staccate per una lunghezza di qualche cm ed essiccate in un luogo ventilato. L'infusione dovrà durare circa 30 minuti, facendo bene attenzione a lasciare il recipiente coperto per non disperdere i vapori.
Che la Dea vi benedica

NO ALLE CURE ALTERNATIVE PER I DISTURBI GRAVI

sabato 17 giugno 2017

Decotto e infuso di verbena

Contro gli arrossamenti della pelle.


Care consorelle e confratelli,
la verbena è considerata da sempre una pianta sacra, un'erba per streghe e stregoni, tanto che ve ne ho già parlato qui da un punto di vista magico.
Sul piano medicamentoso, ha proprietà antireumatiche, antinevralgiche, febbrifughe e toniche; cura inoltre gli arrossamenti e i lividi.
Per un infuso, mettete da 10 a 15 pizzichi di erba secca in 1 l d'acqua e bevete 2-3 tazze al giorno.
Per un decotto, prendete una piccola manciata di pianta per ogni litro d'acqua; per un decotto a uso esterno, ve ne servirà invece una manciata e mezzo, e potrete utilizzarlo per impacchi, gargarismi, bagni alle mani e pediluvi.
Che la Dea vi benedica

NO ALLE CURE ALTERNATIVE PER I DISTURBI GRAVI

martedì 23 maggio 2017

La spirea

Due varianti per combattere gli acciacchi.


Care consorelle e confratelli,
la spirea è una pianta che può oltrepassare i 2 metri dalle foglie ovate e fiori bianchi riuniti in pannocchia. Si trova in montagna e in collina, perlopiù in zone umide e boscose.
Si raccoglie in primavera ed è un diuretico, utile per combattere anche i reumatismi.
I polloni si possono lessare come gli asparagi oppure conservare sottolio.
La variante olmaria (o ulmaria, che vedete sotto) è un po' più bassa e i fiori, sempre bianchi, invece che in pannnocchia sono riuniti in un corimbo. Se ne raccolgono le foglie, che vanno essiccate e sminuzzate. Anch'essa è impiegata come diuretico, ma è anche un antispasmodico.
Che la Dea vi benedica


NO ALLE CURE ALTERNATIVE PER I DISTURBI GRAVI

mercoledì 10 maggio 2017

Infuso di sigillo di Salomone

Via le bacche, teniamo il rizoma!


Care consorelle e confratelli,
quest'erbacea perenne, conosciuta anche come "frassinella" o "poligonato", vive nei boschi e nei prati dalla pianura alla montagna. Le sue bacche sono velenose e vanno dunque usate solo dietro stretto controllo medico: sono emetiche, e agiscono come un violento purgante. Ha anche proprietà antiflogistiche, antireumatiche, astringenti ed emollienti; cura contusioni, slogature, ecchimosi e gotta.
Con un decotto di rizoma per uso esterno al 6% in relazione a queste ultime proprietà (o per cataplasmi e per curare le ferite) non ci sono pericoli di sorta, così come con l'infuso ottenuto dalla macerazione in acqua bollente (per mezz'ora) di 30 gr sempre di rizoma essiccato e frantumato. Se ne possono bere fino a 2-3 tazze al giorno.
Che la Dea vi benedica

NO ALLE CURE ALTERNATIVE PER I DISTURBI GRAVI

domenica 9 aprile 2017

Tisana di primula, anice, finocchio e farfara

Un espettorante per la primavera.


Care consorelle e confratelli,
la primula fiorisce nei nostri prati in primavera ed è nota appunto anche col nome di "primavera odorosa." Il suo rizoma, in infuso, ha proprietà espettoranti, mentre le foglie sono antireumatiche e i fiori sono infine calmanti. In riferimento alle proprietà espettoranti, la primula agisce in particolar modo sulle bronchiti croniche degli anziani: allevia la tosse, ma attiva pure la circolazione, grazie a ulteriori proprietà diuretiche.
In questo senso, una buona tisana contro la tosse potrebbe essere quella che vede unita la primula (20 gr di radice e 10 di fiori) all'anice (5 gr di frutti spezzettati), il finocchio (5 gr di frutti spezzettati) e la farfara (15 gr di foglie). Su 2 gr di cucchiai da tè di questo preparato, andranno versati 2,5 dl di acqua bollente, da far riposare per 10 minuti, per poi filtrare e addolcire con il miele (a piacere). Se ne possono bere fino a due tazze al giorno.
Che la Dea vi benedica

NO ALLE CURE ALTERNATIVE PER I DISTURBI GRAVI

domenica 26 febbraio 2017

L'aglio delle vigne e l'aglio orsino

Tante varietà per un unico scopo.


Care consorelle e confratelli,
l'aglio selvatico o aglio delle vigne è molto comune nei campi e nelle vigne (da cui appunto uno dei suoi nomi) e si presenta spesso in grandi famiglie, che noi tutti abbiamo incontrato almeno una volta nella vita. Fiorisce verso giugno e si raccoglie a fine estate, quando il bulbo è più grosso. Conservato, può essere consumato poi nel periodo invernale.
Le proprietà sono più o meno quelle dell'aglio comune. Può combattere, da fresco, i dolori reumatici, catarro, bronchite, ascessi e vermi, ed è un buon regolatore del ritmo cardiaco.
L'orsino, che vedete nella foto, si differenzia per le sfumature porpora che i fiori bianchi talvolta possono acquistare e se ne possono utilizzare anche le foglie, sia in insalate, sia in minestre. Contengono un olio essenziale usato come ipotensivo e depurativo.
Che la Dea vi benedica

NO ALLE CURE ALTERNATIVE PER I DISTURBI GRAVI

giovedì 26 gennaio 2017

Il gighero

A meno che non siate galline, usatelo con cautela...


Care consorelle e confratelli,
conosciuto anche come gichero, gigaro o aro, il gighero è un'erbacea perenne diffusa tra i margini dei boschi e le siepi ombrose di campagna.
Fiorisce da aprile a giugno, ma si tratta di una pianta che deve essere usata sotto il controllo del medico, perché le bacche sono urticanti e tossiche. Il rizoma tuttavia è antireumatico, espettorante e (da fresco) purgante; le foglie invece sono antigottose e antireumatiche.
Il rizoma spurgato in acqua ed essiccato (cotto o torrefatto) è stato usato come alimento in tempi di carestia, perché ricco di fecola e di conseguenza molto nutriente. Ben essiccato e triturato, infine, è un ottimo mangime per il pollame.
Che la Dea vi benedica

NO ALLE CURE ALTERNATIVE PER I DISTURBI GRAVI

Immagine: Tommaso Carrafiello, Wikimedia Commons

domenica 25 dicembre 2016

Preparati di fragola

Forse non tutti sanno che...


Care consorelle e confratelli,
forse non tutti sanno che il rizoma della fragola ha proprietà antireumatiche, toniche, astringenti, diuretiche ed emollienti; diuretici sono anche i frutti, considerati pure vitaminici, antianemici e depurativi.
I numerosi semi fossili ritrovati ci dimostrano che le fragole selvatiche erano già consumate e coltivate dagli uomini preistorici, e gli antichi Greci e Latini le apprezzavano anche sul piano medicamentoso. Nel Medioevo, alle fragole si attribuivano addirittura virtù magiche, e ancora oggi è uno dei frutti più gustosi che arricchiscono la nostra tavola e i nostri dolci.
Mangiate fresche, le fragole hanno un'azione battericida, ma in alcune persone possono causare fenomeni allergici, circoscritti perlopiù alla pelle. Chi non ha questi problemi, può addirittura mescolarne il succo con latte e yogurt per prepararne una maschera di bellezza tonificante e vellutante.
Sempre per uso esterno, una manciata di pianta secca o fresca per ogni litro d'acqua ci fornisce un utile astringente intestinale, ma il preparato può essere usato anche esternamente per gargarismi, bagni alle mani o pediluvi.
Per l'infuso basta una manciata di foglie essiccate per 1 l d'acqua. Le foglie devono bollire e in seguito riposare per 15 minuti. Si può dolcificare a piacere.
La versione in tisana, invece, prevede acqua bollente per 1 tazzina e solo 1-2 cucchiaini di foglioline essiccate. Le foglioline vanno raccolte prima della fioritura, perché a questo stadio, unite al succo di limone, prendono un gusto delizioso (l'aroma si conserva nel tempo, se vengono conservate in recipienti chiusi). Le foglioline devono riposare nell'acqua calda per 20 minuti, durante i quali il recipiente rimarrà coperto. Una volta filtrato il tutto, si può dolcificare a piacere.
Che la Dea vi benedica

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sabato 24 dicembre 2016

La dafne

Qualcuno la mette in giardino ma...


Care consorelle e confratelli,
conosciuta anche come "fior di stecco" o "mezzereo", la dafne è un arbusto che vive in boschi, dirupi e pascoli disseminati in tutta Italia. Fiorisce da marzo a giugno e ne viene usata soprattutto la corteccia, che ha proprietà depurative e antireumatiche. I frutti sono purganti, ma molto velenosi, per cui è assolutamente vietato servirsene senza l'autorizzazione medica. La polvere della corteccia, inoltre, stimola violenti starnuti. Forse è meglio starne alla larga, se la incontriamo...
Che la Dea vi benedica

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giovedì 10 novembre 2016

Preparati di edera

Infusi, decotti, cataplasmi e tisane.


Care consorelle e confratelli,
tutti noi conosciamo benissimo l'edera e già ve ne ho parlato dal punto di vista della tradizione magica (vedi qui il post); oggi mi limiterò quindi a fornirvi dei suggerimenti per quanto riguarda infusi, tisane e decotti.
A seconda della varietà, l'edera può produrre delle bacche, che però sono velenose, per cui ogni preparato si riferisce alle foglie. Queste ultime sono difatti balsamiche, espettoranti e, per uso esterno, l'edera si rivela anche detergente, antinevralgica, antireumatica ed emolliente.

INFUSO

20 gr di foglie sminuzzate in acqua bollente dovranno rimanere in infusione per 30 minuti. Una volta colato e filtrato il tutto, se ne possono bere fino a 2-3 tazze al giorno come espettorante.

DECOTTO

Bollire una manciata di foglie tritate per un quarto d'ora im 1 l di acqua oppure di vino; filtrare e colare. Bevuto in cucchiai dopo i pasti, aiuta a lenire i cicli mestruali dolorosi.

CATAPLASMA

La poltiglia di foglie fresche va applicata direttamente sulla parte da curare; in alternativa è possibile mescolare un quarto di foglie a farina di riso.

TISANA

Mettere in infusione 1-2 cucchiaini di pianta essiccata in 200 cc d'acqua; coprire, far raffreddare e filtrare. Si può addolcire con il miele o miscelare con altre piante aromatiche.

La pianticella denominata invece "edera terrestre" (conosciuta anche come "glechoma") è completamente diversa, ma ha anch'essa proprietà espettoranti e toniche. Citata in farmacopea sin dai tempi di Carlo Magno, veniva usata per curare le affezioni dei bronchi e dei polmoni.


DECOTTO E INFUSO DI EDERA TERRESTRE

Da 10 a 20 pizzichi di fiori o foglie in 1 l d'acqua. Se ne possono bere fino a 2-3 tazze al giorno.
La TISANA prevede invece 1-2 cucchiaini per ogni tazza d'acqua.

LATTE DI EDERA TERRESTRE

Mettere una piccola manciata di pianta fresca in 1 l di latte e bollire. Berne una tazza prima di coricarsi aiuta contro i disturbi della respirazione.

CATAPLASMA DI EDERA TERRESTRE

Foglie e  fiori schiacciati direttamente sulla pelle o mischiati a farina di riso sono utili contro i dolori e la cellulite.

Che la Dea vi benedica

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